I matrimoni misti UNA DIMENSIONE PRIMARIA DELL’INTERCULTURA

Come è gia stato più volte messo in luce in questi anni dal Dossier Caritas, che costituisce per chi si occupa di immigrazione un importante riferimento per coloro che vogliano rendersi conto dello stato e della dinamica migratoria nel nostro paese, l’immigrazione costituisce una dimensione strutturale della nostra società, sia in termini di inserimento in settori non marginali del mercato del lavoro, sia in termini di vero proprio inserimento sociale. Si tratta, peraltro di un fenomeno i cui indicatori sono stati sempre più consistenti soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni Novanta.

Un indicatore dell’entità e del radicamento sociale degli immigrati è costituito dai matrimoni misti, che sono stati definiti da Mara Tognetti Bordogna come unioni consistenti in “un legame che si crea fra un individuo autoctono e uno straniero” e che di fatto costituisce l’incontro tra due culture, in termini di stili di vita e abitudini in quella che potremmo considerare una delle relazioni primarie del tessuto sociale (Mara Tognetti Bordogna, Legami familiari e immigrazione: i matrimoni misti, L’Harmattan, Torino, 1996).

Ciò rende questo tipo di unioni un’importante realtà relazionale di tipo interculturale, dove si esprimono quotidianamente gli effetti dell’incontro e del confronto tra mondi culturali spesso molto distanti fra loro, non necessariamente conflittuali.

Mara Tognetti Bordogna, che si occupa da anni dell’argomento, fornisce ai lettori di Oasi un quadro sintetico ed esaustivo dello stato attuale dei matrimoni misti in Italia, sia in termini statistici, sia in termini di riflessione sulle modalità e dinamiche attuali del fenomeno.

I matrimoni misti in Italia: tendenze e dinamicità 

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