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Uno sguardo alle associazioni di immigrati

Il dibattito sul diritto di voto agli immigrati richiama la questione, non certo nuova, delle politiche di riconoscimento basate sui diritti e sulla partecipazione che, secondo molti osservatori, dovrebbero caratterizzare una società che si dichiara democratica.
D’altro canto, ciò contribuirebbe a superare la concezione dell’immigrato come individuo in condizione di bisogno, a favore dell’idea di una comune condivisione tra immigrati e nativi di un comune territorio, servizi, luoghi di lavoro, spazi di partecipazione politica e istituzioni. .
In ogni caso, la concessione del diritto di voto agli immigrati pone, nel breve periodo, il problema della loro rappresentatività.
Le associazioni di immigrati possono costituire un luogo di partecipazione e condivisione di idee e richieste?
Dubbi forti in questo senso sono stati avanzati dal sociologo Adel Jabbar, il quale osserva che le associazioni straniere hanno “svolto un ruolo di contenimento” della partecipazione, proponendo di andare oltre queste forme.
È vero che ormai nel nostro Paese le associazioni di immigrati hanno una storia e una tradizione che le collocano come anello di congiunzione tra gli individui e la società di accoglienza. Si pensi, ad esempio, a quanto questo sia stato importante nei rapporti con le istituzioni politiche locali quando si devono prendere decisioni in materia di immigrazione.
Rispetto a questi temi si è deciso di proporre esempi di ricerche condotte a livello locale su associazioni estere. E in particolare, in due contesti che, a nostro avviso, sembrano emblematici.
Il primo rappresenta il caso di Reggio Emilia, dove nel 2002 è nato un Centro per lo sviluppo delle relazioni interculturali denominato “Mondinsieme”, e che tra le sue principali finalità è proprio quella di attivare una rete che raccolga le associazioni di immigrati. con i servizi del territorio, il volontariato e i singoli cittadini, per favorire processi di inclusione ed evitare il rischio di emarginazione.
Il rapporto sulle Associazioni mostra un quadro della realtà delle associazioni straniere locali, evidenziando anche come queste si siano strutturate nel tempo anche a causa delle dinamiche dei flussi migratori.

· Le associazioni degli immigrati a Reggio Emilia. Rapporto 2003.

Il secondo caso che abbiamo scelto è quello relativo all’area di Firenze e Prato, che si distinguono per una particolare incidenza della popolazione straniera sul totale della popolazione.

· L’Associazione degli Stranieri del Fiorentino e del Prato.

Per comprendere come questi due casi possano fornire spunti interessanti per un dibattito generale sulla rappresentatività, proponiamo infine un commento di Giovanni Mottura, che da anni conduce una ricerca sugli immigrati in Italia, è una nota su come le associazioni di immigrati e i loro ruolo soprattutto in relazione alle dinamiche dei flussi migratori.

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